FAMIGLIA

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Milano Lirica al Tandem

Padri e figli in Verdi.
Verdi, già segnato dalla morte di una giovane sorella semi inferma durante la sua adolescenza, visse prima dei 30 anni la morte della moglie e dei due figlioletti.
Trasfigurò questo trauma facendo del rapporto tra padri e prole un tema portante della sua produzione nei successivi 30 anni. Innanzitutto nei libretti verdiani il padre è generalmente vedovo; le poche volte che una moglie potrebbe esserci è ininfluente o non viene nominata.
Il rapporto tra padre e figlia (da Nabucco a Giovanna D'Arco, da Rigoletto ad Aida) vede un padre che non può difendere dalla rovina la figlia, che pure ama teneramente ed in modo iperprotettivo; anzi talora è lui la causa della di lei rovina. Il rapporto tra padre e figlio è in  genere invece un conflitto: il padre rappresenta il passato, la legge inflessibile, l'opinione pubblica, Il buon senso un po' ottuso, la convenienza sociale. Il figlio è spesso un ribelle, un idealista, un emarginato, un innovatore: il rapporto tra padre e figlio viene sviscerato in opere come i due Foscari, i masnadieri,  La traviata, I Vespri Siciliani, Don Carlos.
Nel titolo posto al centro cronologico della produzione Verdiana, Luisa Miller, confluiscono sia la relazione tra un padre e una figlia sia il contrasto tra un padre tiranno ed un figlio: tanto il figlio quanto la figlia muoiono alla fine dell'opera.

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